Lunedisco #003

PJ Morton Paul (Morton Records/EMPIRE)
Se lo conoscete soltanto come tastierista di supporto dei Maroon 5 avete molto lavoro da fare, perché c’è tanto di più da sapere della carriera solista di PJ Morton. Portatore del verbo r’n’b che discende direttamente da Stevie Wonder, PJ Morton è un artista potente, socialmente impegnato, e in grado di sprigionare un groove irresistibile. Se vi piace la buona musica e ve lo siete persi sabato sera a Roma, all’Alcazar, potete iniziare a punirvi, perché se su disco è trascinante, dal vivo è un’esperienza più unica che rara.
Brano consigliato: Buy Back The Block

Algiers There Is No Year (Matador)
Terzo album per il gruppo di Atlanta. Urgenza sintetica, un racconto distopico dai colori bui che di tanto in tanto si tingono di luci improvvise, come se fossero squarci di luce che spaccano l’ombra. La solità texture che flirta con l’atonalità si rintraccia anche in questo lavoro, ma ciò che conta è la carica emozionale. Si tratta di un album sempre sul punto di esplodere, un po’ come quando si prova a schiacciare un palloncino pieno d’acqua e lo si guarda dilatarsi fino ad esplodere. There Is No Year è un palloncino pieno di acqua nera, pesante e torbida.
Brano consigliato: We Can’t Be Found

Electric Six Bride of The Devil (Metropolis Records)
Cantato molto teatrale, mescolato a chitarre fuzzose e sferraglianti, le quali sonorità incarnano bene la parte più dura della città di provenienza della band, Detroit. Un heavy rock molto pittoresco, a tratti quasi carnevalesco. Influenza degli anni ‘70, ma anche dell’alt rock degli anni ‘90. La voce è quell’elemento che potrebbe dissuadere dall’ascoltare. Una sorta di Teatro degli Orrori in chiave stoner rock.
Brano consigliato: You’re Toast

Bombay Bicycle Club Everything Else Has Gone Wrong (Caroline)
Tornano i Bombay Bicycle Club, band perfetta per tutti quelli che hanno voglia di un po’ di nostalgia proveniente dall’indie dei secondi 2000. Si parla di quell’indie che ha fatto furore per un giorno o poco più, ma lo ha fatto in maniera così intensa da accecare e da lasciare traccia di sé in eterno. I Bombay nel frattempo sono anche cresciuti e in questo album esplorano la crescita, il distaccamento, la speranza, e lo fanno in maniera molto più ruvida di quanto la patina fluttuante della loro musica lasci comprendere in prima battuta. Ci pensa la musica a riportare luce laddove i testi scavino nel buio.
Brano consigliato: Good Day

Television Supervision Waldo (Standby Records)
Prendete i Green Day ed i Blink, qualcosa dei Mudhoney e qualcosa dei Weezer e mettetelo in uno shaker con un po’ di dream pop, dello shoegaze e con tanto amore per gli anni ‘90 ed avrete il debutto discografico dei Television Supervision. Non c’è molto altro da dire di questa band di Tampa Bay, è pop punk fatto molto bene, aggiornato al 2020 e suonato con l’adeguata convinzione. Frivolo e lamentoso al punto giusto.
Brano consigliato: Gimme a Girl.