Lunedisco #001

Lunedisco è una cosa semplice. Tutti i lunedì mi sveglio presto, come al solito, mi verso una tazza di caffè e mi metto davanti al microfono per consigliarvi cinque dischi da ascoltare durante la settimana.

That’s it.

1. Short Fictions – Fates worse than death (Acrobat Unstable)
Math pop, blast-beat che sembrano uscire direttamente da un album black metal. Fates worse than death è zuccheroso e aggressivo allo stesso tempo. Gli Short Fictions sono tosti, sono duri, ma sono anche morbidi e coccolosi, un po’ come se qualcuno volesse tirarvi un pugno nei denti per poi offrirvi una caramella. 
Brano consigliato: Cities Under Water


2. Free Nationals – Free Nationals (OBE,LLC/Empire)
Carichi di swag, smooth, vellutati, cool, troppo bravi… ma per fortuna che ci sono gli ospiti. La band di Anderson Paak da sola non regge benissimo la pressione della prima uscita in solitaria, ma con una folta lista di ospiti l’album vola decisamente alto. Influenze che provengono dall’ r’n’b, dal soul e dall’hip hop, ma che mescolano anche pop anni ‘80 e innesti downtempo.
Brano consigliato: Oslo (feat. Callum Connor).


3. Eddy Current Suppression Ring – All in good time (Castle Face)
Australiani, una volta erano sfacciati e ruvidi, ora tornano dopo quasi 10 anni di pausa con senza quella forza distruttrice delle origini… ma sono comunque in grado di garantire qualche chitarra sferragliante di quelle che fanno quasi prudere la pelle per quanto sono abrasive. Un disco diretto, con ottimi testi e con un appeal tutto suo. Un garage rock meno grezzo di quanto ci si aspettasse, ma comunque capace di mostrare buone idee.
Brano consigliato: Vicariously Living.


4. Forest Management – After Dark
Progetto di Josh Daniels, musicista di Chicago, Illinois.
Tutto si muove su tappeti sonori, ambient, atmosfere terse e rarefatte, come un risveglio al mattino in montagna. I suoni sono processati in modo da mascherare qualsiasi strumento. Si ha sempre la sensazione di immergersi in un fluido pregno di significati sonori da scoprire.
Si tratta di un disco che accompagna molto bene qualche altra attività, ottimo per aiutare la lettura di qualche libro, sia che si tratti di saggistica, sia che si tratti di gialli o thriller.
Brano consigliato: A smell so sweet.


5. juneunit – s/t
Sintetico, programmatico nel suo spostarsi fra momenti di stasi ed il rincorrere ritornelli che mai si concretizzano. Si tratta di un album che sfrutta la ripetizione per produrre piccoli spostamenti dal grado zero e quindi piccole mutazioni. Ha un non so che di musica rigenerativa, ma in fondo è semplicemente dell’ottima elettronica.
Un album che può far scaturire qualcosa di molto simile alla narcosi eterea. Avvolge, sommerge e lascia sospesi.
Brano consigliato: 583m.