Frank Talks #013 Tornare alle cose semplici con Brian Fallon

Ciao ragazzi, sabato 28 marzo 2020 anche questa volta il podcast arriva con un giorno di ritardo, ma ciò che conta è essere qui con un nuovo episodio. Oggi vi dò qualche aggiornamento in merito alle prossime uscite di Frank Talks, vi dò qualche dritta per occupare le vostre giornate con un po’ di nuova musica ma soprattutto vi faccio ascoltare una bella chiacchierata con Brian Fallon, frontman dei The Gaslight Anthem!

Sabato 28 marzo, siamo in quel momento della quarantena dove la sofferenza data dal dover restare isolati si fa sentire in maniera sempre più importante. Questo ovviamente perché sulla vita di molti comincia a pesare il fatto di non poter tornare al lavoro. Siamo alla fine del mese e molte persone non vedranno arrivare i propri soldi come succedeva prima dell’emergenza Covid, fattore che è ovviamente determinante nell’andamento della nostra vita quotidiana e che indubbiamente metterà tantissimi di fronte ad un periodo difficile.

Dipendenti o liberi professionisti, indipendentemente dalla propria “categoria” lavorativa, questi giorni sono difficili per tutti e per poterne uscire in una condizione che non sia quella della crisi più totale servirà che tutti facciamo il nostro, anzitutto sostenendo le attività ed i prodotti del nostro paese.

In questo momento storico ancor più che in altri periodi è impossibile per me non pensare alla musica ed a come mi piacerebbe che tutti oggi iniziassero a guardare al prodotto del lavoro di artisti e musicisti con il giusto rispetto e con il giusto “atteggiamento”.
Con ciò intendo dire che acquistare la propria musica, pagare per ciò che si ascolta e per ciò che molti di noi poi citano come una parte fondamentale della propria vita, è semplicemente fondamentale. Oggi lo è più che mai.

Inutile oltretutto aggiungere che proprio gli artisti, che sono sicuramente dei professionisti che hanno compiuto una scelta lavorativa in maniera cosciente, avranno bisogno di essere supportati oggi così come quando il pericolo Covid sarà soltanto qualcosa del passato.

Compriamo i dischi e facciamolo nei negozi italiani, questo prima ancora di pagare per i servizi di streaming. Se comprare i nostri album preferiti non è nelle nostre possibilità, obblighiamoci a pagare quel poco che ci viene richiesto per accedere ai servizi di streaming. Non condividiamo gli account, non prendiamo scorciatoie, e soprattutto non scarichiamo musica.

Non facciamoci tentare dalla gratuità di qualcosa che, come un file audio, può facilmente sembrare innocuo, perché proprio quando tutto questo pandemonio sarà finito anche pagare €0,99 per un singolo brano in download potrebbe segnare la differenza fra l’abbandonare completamente qualcuno ed il mostrare il giusto rispetto per chi – durante queste settimane di tristezza – ci ha tenuto compagnia con delle buone note e qualche parola ben scritta.

Per tutti quelli di voi che sono alla ricerca di nuova musica da ascoltare o di contenuti musicali che possano colmare i vuoti delle loro giornate all’interno del podcast vi suggerisco alcune uscite discografiche degli ultimi giorni, così come una o due iniziative online che potrebbero darvi accesso ad un bel po’ di materiale audio e video.

L’ospite di questa tredicesima puntata di Frank Talks è Brian Fallon, artista che avrete probabilmente ascoltato con i The Gaslight Anthem e che ho avuto il piacere di intervistare in occasione dell’uscita del suo nuovo Local Honey grazie a Goodfellas. I The Gaslight Anthem, dopo aver riscosso un successo clamoroso un po’ in ogni dove, ora sono un ricordo lontano della carriera di Fallon, che qualche anno fa ha deciso di spostare la sua musica verso un tipo di creatività slegata da quel rock roboante e rumoroso che ha caratterizzato la carriera della sua band.

Local Honey, uscito in tutto il mondo venerdì 27 marzo, è la cristallizzazione del processo che ha portato Fallon a riscoprire una scrittura musicale che nasce dai grandi classici del folk e del cantautorato a stelle e strisce, per dare vita ad una narrativa molto pacata, sommessa, quasi sussurrata.

Quello compiuto da Fallon è un processo di estrema semplificazione, che l’ha obbligato a tornare sulle basi della scrittura musicale e della chitarra (compagna inseparabile del nostro), così da potersi finalmente avvicinare ad un mondo fatto di arrangiamenti semplici e scelte compositive elementari, ma soprattutto fatto di brani capaci di colpire nel profondo.

Brian è un interlocutore estremamente piacevole e cortese, uno di quei personaggi con i quali si potrebbe parlare a lungo senza mai annoiarsi, non potevo quindi chiedere di meglio per questo nuovo episodio del podcast.

Alla settimana prossima.

Francesco Sicheri