Frank Talks #007 attenti alla blues police con Massimo Martellotta

Quando ho iniziato ad ascoltare i Calibro 35 avevo appena iniziato l’Università. Dopo aver vissuto con la loro musica al mio fianco ho conosciuto personalmente Massimo Martellotta nel 2018, dieci anni dopo, quando anche i Calibro festeggiavano i loro dieci anni di attività con Decade. La storia perfetta.

La settima puntata del podcast introduce anche il primo artista italiano, e per l’occasione potevo tirare in ballo soltanto due persone: Massimo Martellotta e Adriano Viterbini. Stimo entrambi ad un livello che difficilmente riscontro con altri artisti, e così quando i Calibro 35 hanno annunciato l’uscita del nuovo Momentum ho capito che sarebbe stato semplicemente perfetto chiamare Massimo ed organizzare un’intervista per il podcast e per Guitar Club Magazine.

Una delle ragioni per le quali adoro ciò che Massimo fa con i Calibro 35 non è soltanto l’appeal uditivo ed estetico che la band suscita su di me, ma anche perché so che dietro ogni singola nota del gruppo si nascondono una formazione artistica ed un’intelligenza musicale con pochi uguali.

Soltanto chi si eleva sopra ogni tipo di limitazione può vedere la musica e l’arte come entità scardinate da ogni categorizzazione, e questo è un risultato che si ottiene soltanto con l’esercitare senza fine la propria sensibilità grazie a dedizione, pratica e approfondimento.

Momentum dei Calibro 35 scardina le regole della band dopo dieci anni di attività spesi ad inseguire il perfezionamento di una formula capace di inglobare pressoché ogni cosa. Nel 2020 i Calibro 35 hanno dato alle stampe il loro album più intraprendente, e soprattutto hanno messo in chiaro con tutti che la band che ha iniziato a pubblicare musica nel 2008 è cresciuta, è cambiata e si è evoluta in qualcosa di molto più grande.

foto di Chiara Mirelli

Nel settimo episodio di Frank Talks ho lasciato molto spazio alle parole di Massimo, perché sono convinto sia uno di quegli artisti in grado di illuminare la mente altrui con molta chiarezza e con grande onestà, doti che non sono poi così diffuse. Proprio per questi motivi ho anche deciso di affrontare con Massimo una questione molto spinosa, soprattutto per tutti quelli che fanno dell’ascolto musicale una sorta di religione.

Francesco