INTERVIEW: Paul Bostaph / Slayer

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  • 5 Months ago

PAUL BOSTAPH
DIABOLUS IN MUSICA

Pubblicazione: Drum Club Magazine Settembre 2017

Testo di Francesco Sicheri

Nella sua vita di musicista ha affrontato alcuni dei palcoscenici più devastanti, passando dagli esordi con i Forbidden, agli Exodus, ai Testament e, infine, agli Slayer, con i quali pare aver trovato la serenità. Dall’uscita di Repentless, Paul Bostaph ha riconquistato l’approvazione dei tanti che lo avevano sempre visto solo come il rimpiazzo di Dave Lombardo.  Nella storica band della Bay Area sono cambiate molte cose negli ultimi anni, e così la  presenza di Paul si è fatta quanto mai indispensabile…

Classe 1964, trentatré anni spesi sui palcoscenici di tutto il mondo, la vera grande costante della vita di Bostaph è stato il verbo dell’heavy metal. Approdato sulle scene con una formazione passata alla storia come una delle grandi meteore del thrash della prima era, il debutto di Bostaph è avvenuto con i Forbidden, ai quali si è unito nel 1985 e con i quali ha dato alle stampe nientemeno che Forbidden Evil (1988) e Twisted Into Form (1990), vere e proprie perle di culto per il genere estremo.

Malgrado i nomi che hanno costellato la carriera di Bostaph fino ad oggi siano diversi, e molto importanti (si vedano ovviamente gli anni con Testament ed Exodus), è naturale guardare alla sua vita artistica come a qualcosa di strettamente collegato all’esistenza degli Slayer. Fin troppe volte considerato il “mero” rimpiazzo di Dave Lombardo, che tutt’oggi resta una figura troppo amata dai fan per essere accantonata pacificamente, in verità Bostaph ha rappresentato molto di più per la band di Araya e King. Proprio King si è trovato più volte a dire di non essersi mai spiegato le ragioni delle dipartite di Bostaph, ed infatti, ripercorrendo la discografia della band, si scoprirà presto come gli anni con gli Slayer gli abbiano fruttato ben più di un buon album, rendendolo a tutti gli effetti una parte importante nella grande mitologia del gruppo…

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